Pace fiscale per le liti tributarie, cosa prevede la Legge di Bilancio

pace fiscaleUn interessante provvedimento della Legge di Bilancio 2019, approvata in Parlamento, è la pace fiscale per le liti tributarie. Nel decreto, all’interno delle disposizioni sulla c.d. ‘pace fiscale’, si legge anche la possibilità di procedere alla pace fiscale per le liti con il sistema tributario ancora pendente, e la definizione agevolata del contenzioso tributario.
L’emendamento al decreto fiscale 2019 infatti prevede dei benefici per chi aderisce alla pace fiscale nel contenzioso tributario nel corso del 2019. Sono previste delle nuove percentuali per poter chiudere il processo tributario, destinate a chi aderisce alla pace tributaria.


Le liti fiscali pendenti sono controversie che rientrano nella giurisdizione tributaria dell’agenzia delle Entrate, e che hanno a che fare con sanzioni e atti impositivi dicesse di fronte alle commissioni tributarie e al giudice ordinario. Ogni controversia che abbia a che vedere con avvisi di accertamento, sanzioni tributarie e altri atti impositivi, per le quali è stato notificato l’atto introduttivo del giudizio di prime cure o i termini di impugnazione ancora non sono scaduti, possono essere chiusi con la pace fiscale. Ovviamente le controversie devono essere pendenti, quindi non chiuse, e deve avere un margine di incertezza sull’esito della controversia per cui sia interesse di entrambi i soggetti in lite chiuderla definitivamente.

Definizione agevolata del contenzioso tributario

Le normative sulla definizione agevolata del contenzioso tributario entrano in vigore in Italia nel 2019 e permettono di chiudere la controversia col fisco italiano. Il cittadino, o l’impresa, che abbia i requisiti per poter aderire alla pace fiscale, potrà ottenere uno sconto sul valore della lite e anche chiudere la lite, in alcuni casi, che è pendente col fisco.

Vantaggio della pace fiscale con sconto

La pace fiscale prevede la possibilità di ottenere uno sconto in caso di soccombenza dell’agenzia delle entrate di fronte alle commissioni tributarie in primo e secondo grado.
Il contribuente che voglia chiudere il contenzioso può ottenere il pagamento ridotto degli importi. Il pagamento è ridotto:

• del 40% del dovuto, se si vince in primo grado
• del 15% del dovuto, se si vince in secondo grado
• del 5% se si attende il giudizio in Cassazione dopo la vittoria
• del 90% al netto di interessi e sanzioni se si ha presentato ricorso ma si vuole chiudere il contenzioso.

L’importo così calcolato e scontato potrà essere pagato in cinque anni, col massimo di 20 rate trimestrali.

Aderire alla pace fiscale: come fare?

Per aderire alla pace fiscale prevista nel 2019, bisogna che il ricorso in primo grado sia notificato dalla controparte entro il 30 settembre del 2018 e che nel giorno di presentazione della domanda, il procedimento ancora non sia chiuso.
La domanda di pace fiscale va presentata con modulo ad hoc entro il 16 maggio del 2019 senza imposta di bollo. Le controversie che possono avvalersi di questa definizione non sono sospese, ma il contribuente può chiedere di volersi avvalere della sospensione al giudice, fino al 10 giugno del 2019.

Come si paga la definizione delle liti

Le liti tributarie definitive permettono di pagare una somma scontata secondo gli sconti che abbiamo già visto.
Il pagamento può essere effettuato in una sola soluzione o a rate, come si è detto massimo 20 rate ogni 3 mesi per 5 anni.
Non si può procedere alla compensazione, e la definizione si perfeziona solo al momento del pagamento degli importi o del versamento della prima rata.